dalle 15:30 alle 18:30
Nell’ambito del ciclo d’incontri "Prima della Fotografia" Spazio GNU ospita uno dei protagonisti assoluti della scena fotografica italiana: Denis Curti.
Critico, curatore, direttore artistico e autore, Curti è da decenni una delle voci più autorevoli nel panorama della fotografia contemporanea.
Direttore artistico de Le Stanze della Fotografia di Venezia, fondatore di STILL a Milano, direttore artistico del Festival di Fotografia di Capri e direttore dell'Archivio Mulas, ha firmato alcune delle mostre più importanti degli ultimi anni — da Mapplethorpe a Giovanni Gastel. Per oltre quindici anni è stato critico fotografico per Vivimilano e il Corriere della Sera, e nel 2002-2003 ha curato le prime aste fotografiche di Sotheby's a Milano, diventando uno dei massimi esperti italiani del collezionismo fotografico.
Per questo incontro Curti ci accompagnerà dentro due mondi che si intrecciano e si osservano a vicenda: da un lato lo sguardo critico di chi seleziona, contestualizza e dà valore culturale alle immagini; dall'altro le logiche, spesso poco conosciute, che determinano quanto e perché una fotografia vale sul mercato.
Tra i temi al centro della conversazione: cosa rende una fotografia un'opera da collezione? Come si valuta una stampa vintage rispetto a una contemporanea? Qual è il ruolo della tiratura, del percorso dell'autore, del contesto istituzionale nel determinare il prezzo di un'immagine?
E ancora: perché la fotografia in Italia ha faticato, e fatica ancora, ad affermarsi nel mercato dell'arte rispetto ad altri paesi europei?
Curti ci racconterà anche i suoi incontri con i grandi autori, da Letizia Battaglia a Ferdinando Scianna, da Giovanni Gastel a David LaChapelle e Oliviero Toscani, perché il lavoro del curatore non inizia davanti alle fotografie, ma molto prima: conoscere il carattere di un autore, la sua storia, il modo in cui guarda il mondo e come immagina il futuro della propria opera è il vero punto di partenza di ogni mostra riuscita. La selezione delle opere, la sequenza espositiva, la modalità di allestimento, nulla può essere improvvisato. Tutto nasce da un lavoro invisibile, fatto di ascolto, studio e relazione umana.
È esattamente questo il filo che lega il suo intervento al tema portante del nostro ciclo: Prima della Fotografia. Perché ogni immagine, ogni progetto, ogni mostra nasce da qualcosa che viene prima, prima del click, prima della stampa, prima della parete. E capire quel "prima" è la differenza tra chi fa fotografia e chi la pensa per una mostra.







